Approccio ayurvedico

Questo approccio si basa sulla conoscenza della propria costituzione ayurvedica.
La prakriti, ovvero la costituzione di un individuo, fornisce una mappatura del nostro naturale funzionamento fisiologico, come il metabolismo, la predisposizione a certe malattie, e anche le tendenze caratteristiche della nostra psicologia e del carattere.
Informarci sulla nostra costituzione ci aiuta a riconoscere gli squilibri che la riguardano quando si presentano, e scegliere una pratica yoga adatta a noi, per ottenere benefici ottimali rispetto alla nostra costituzione.
Da tenere in considerazione che i bisogni di ognuno variano secondo il tipo di sbilanciamento momentaneo dei dosha (vikriti): in momenti diversi avremo bisogno di pratiche diverse!

Per VATA

Vata tende ad avere una muscolatura esile ed ossa particolarmente lunghe o corte;
Vata è movimento, creatività, sensibilità e capacità di connettersi con le energie sottili.
Se sbilanciato l’elemento Vata provoca tendenze all’ansia e all’iperattività, rendendo difficile la concentrazione e concretizzare i progetti.
La pratica per equilibrare Vata bilancia radicamento e flessibilità; calmante e centrante, si lavora sulla tonicità muscolare con pose radicate nella terra, torsioni, allungamenti laterali e pose di equilibrio per portare Vata sulla terra, aumentare la sua capacità di concentrazione e concretizzazione, permettendo alla sua creatività di prendere il volo da una solida base. La meditazione finale aiuta a sgombrare la mente e riscoprire il proprio potenziale spirituale.

Per PITTA

Pitta ha una buona muscolatura e metabolismo attivo. Pitta si presta al cambiamento con entusiasmo, è determinato e può essere disciplinato, capace di concretizzare i progetti a cui si applica; se sbilanciato, però, può iniziare a muoversi freneticamente perdendo di vista l’obbiettivo, oltre ad avere problemi di ego, rabbia, gelosia e frustrazione.
Per bilanciare le tendenze di Pitta, le sequenze sono condotte con un ritmo lento e costante, con un mix bilanciato di pose lunari per raffreddare il suo spirito bollente di Pitta, pose forti per indirizzare la sua energia dirompente e bisogno di disciplina, pose di equilibrio e meditazione per centrare il suo focus, e permettere a Pitta di brillare piuttosto che consumarsi nel suo stesso fuoco.

Per KAPHA

Kapha tende ad avere una struttura fisica solida ed una muscolatura forte (se allenata).
Kapha è sicuro e rassicurante, costante e tranquillo. Se sbilanciato può tendere all’apatia, all’inerzia e alla depressione.
Per questo per bilanciare Kapha si propongono sequenze dinamiche, pranyama energetici, pose stimolanti (come i back-bending) e di equilibrio, sfruttando la stabilità di Kapha per elevare la sua energia oltre la terra, apportare rinnovata vitalità e controbilanciare con il movimento la sua tendenza alla staticità e al ristagno.